Il Vietnam mette alla sbarra la libertà di stampa

Due cronisti sono stati condannati per aver pubblicato inchieste sullo scandalo che porto’ l’opinione pubblica vietnamita a riflettere sulla corruzione dello stato.

Condannati  giovedi 15 ott. da un tribunale di Hanoi per aver “abusato della liberta’ e dei diritti democratici” e per questo colpevoli di aver “infranto gli interessi dello Stato e i legittimi diritti di organizzazioni e cittadini”.

Nguyen Viet Chien, cronista del quotidiano Thanh Nien, e Nguyen Van Hai, del Tuoi Tre, entrambi quotidiani molto popolari in Vietnam, sono stati autori di/avevano firmato numerosi articoli di inchiesta su uno dei piu’ grossi scandali nella storia ufficialmente irreprensibile del governo di Hanoi. Ma secondo il Giudice Tran Van Vy, che ieri ha presieduto l’aula, i due avrebbero fabbricato le notizie danneggiando il prestigio di alcuni alti rappresentanti del governo e provocando una reazione negativa nell’opinione pubblica.

I due giornalisti erano stati arrestati nel Maggio scorso per aver scritto su un’inchiesta che nel 2005/2006 indagava su funzionari del Ministero dei Trasporti coinvolti in un giro di scommesse, principalmente su partite di calcio europee, usando fondi pubblici per lo sviluppo del paese destinati alla costruzione di ponti e strade. Lo scandalo porto’ alle dimissioni del ministro Dao Dinh Binh, una promessa/grande speranze del Partito Comunista, e all’arresto nell’aprile 2006 del suo vice e di altri alti pubblici ufficiali. questo scateno’ grande attenzione da parte dei media sullo stile di vita immorale e corrotto dei funzonari pubblici. Persino il capo della Polizia Investigativa vietnamita, il Generale Cao Ngoc Oanh, astro nascente del regime, dovette dimettersi perche’ il suo nome comparve sulla stampa. Tutti i giornali, che vengono controllati dall’occhio attento del dipartimento ideologico del Partito, ricevettero pressioni dal governo perche’ non pubblicassero storie sulla vicenda.

Quando in Marzo contro ogni precisione il vice ministro fu prosciolto da tutte le accuse, le autorita’ giudicarono pubblicamente l’atteggiamento della stampa come “sbagliato” e “dannoso”.
Chien e Hai furono accusati di aver pubblicato storie false, come quella in cui un alto funzionario avrebbe tentato di pagare il silenzio con 500mila dollari, e arrestati sei settimane piu’ tardi.

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