Il razzo è partito. Dove è finito?

Secondo informazioni delle agenzie di Corea del Sud e USA, il lancio del Taepodong 2 è avvenuto dalla base di Musudan-ri, sulla costa ovest della penisola nord coreana,  alle 11:30 di domenica (le 02:30 di notte in Italia).

Tokyo ha poi fatto sapere che il missile entrava nel proprio spazio aereo dopo circa sette minuti, direzione nord pacifico. Quattro ore dopo Pyongyang comunicava al mondo il successo dell’esperimento. La versione ufficiale nord coreana è sempre stata e continua a essere quella di un lancio per la messa in orbita del loro primo satellite e per lo sviluppo del programma aerospaziale. Tuttavia per Washington e soprattutto per Tokyo sarebbe solo la copertura per un test militare di missili a lunga gittata che in un secondo momento potrebbero portare testate nucleari. Per questo nei giorni scorsi i due paesi hanno sollevato proteste formali e annunci alla comunità internazionale. Le forze militari dei due paesi sono state messe in allerta e le flotte si sono riunite  nella baia di Nagasaki, batterie di missili anti-missile Patriot sono state dispiegate presso Akita, dove si pensa passi la traiettoria del razzo. Il Giappone aveva annunciato che avrebbe risposto in difesa a quello che considera un attacco in piena regola.

Immagine satellitare della ramoa di lancio di Musudan-ri.

Immagine satellitare della rampa di lancio di Musudan-ri.

Già nel 2006 la Corea  del Nord aveva testato un missile che aveva sorvolato il territorio giapponese poi cadendo nel pacifico. In quella occasione Tokyo non rispose se non con azioni diplomatiche e l’inasprimento di sanzioni già in atto. Questa volta il governo di Taro Aso non ha intenzione di soprassedere. Ma se è vero che il Taepodong ha invaso lo spazio aereo nipponico, è vero anche che non si hanno notizie di alcuna risposta  militare giapponese o che tracce di detriti siano presenti nell’atmosfera.

Per la Central News Agency, la agenzia stampa del regime di Pyongyang, il satellite sarebbe in orbita e a riprova del successo dell’esperimento già trasmette due motivi rivoluzionari dal titolo “Canzone del Generale Kim Il Song” e “Canzone del Generle Kim Jong Il”, oltre ai primi dati di misurazione della terra. Per il Comando Americano di Difesa Aerospaziale, invece, non si sono registrati segnali e anzi “nessun oggetto è entrato nell’orbita terrestre”. Inoltre secondo il Comando Militare del Nord America il primo stadio del razzo sarebbe caduto nelle acque tra Giappone e Corea, mentre il secondo e il terzo sono caduti nelle acque del Pacifico insieme ai serbatoi di carburante.  

Il consiglio di sicurezza Onu ha convocato una riunione di emergenza per domenica pomeriggio a seguito della richiesta giapponese presentata appena qualche minuto dopo il lancio. Molto probabilmente non verranno da lì azioni particolari, nè tantomeno sanzioni. Il veto di Cina o Russia è quasi certo, come in passato.

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