Il governo Thailandese prepara l’attacco?

Barricate delle Camicie Rosse

Barricate delle Camicie Rosse

BANGKOK  – Il CRES (Centro per la risoluzione della situazione di emergenza), un consiglio costituito da membri del governo e delle forze armate per risolvere la crisi politica, ha annunciato che anche i veicoli blindati sono pronti ad intervenire in appoggio alle truppe che affronteranno i rossi, probabilmente nei prossimi giorni. Secondo il colonnello Sansern Kaewkamnerd, portavoce del CRES, ci sarebbero circa 8000 antigovernativi nella zona occupata intorno all’incrocio di Rajprasong, il cuore rosso nel centro di Bangkok. I supporters dell’UDD, il Fronte Unito per la Democrazia contro la Dittatura, sarebbero  quindi secondo il governo meno di quelli che c’erano nelle setttimane passate. Merito dei check point, dicono, che le forze di sicurezza hanno messo su intorno alla capitale e che hanno permesso di fermare i supporter delle camicie rosse. Ma facendo un giro, a sentire di persona i rossi, altra gente è in viaggio dalle province e ogni giorno arrivano simpatizzanti.
Il primo ministro Abhisit Vejjajiva ha avuto ieri (domenica) un incontro di gabinetto a seguito del quale ha annunciato che si sta lavorando ad una roadmap per risolvere la questione, un “piano per la riconciliazione” sarà reso pubblico a breve, probabilmente già stasera o domani. Comunque entro due giorni. Con l’occasione i membri del parlamento Thailandese hanno espresso il loro forte disappunto sull’irresolutezza del governo e invitato il primo ministro ad agire con la forza per disperdere i manifestanti che ormai da sette settimane occupano il distretto commerciale di Bangkok.
L’approccio fino ad ora è stato quello di temporeggiare. Tuttavia diversi segnali fanno pensare che il governo ora voglia dare più libertà di azione all’esercito, che per il momento è stato a guardare dietro una linea di sicurezza della polizia. “L’azione che il governo intraprenderà da ora innanzi si porterà dietro il rischio di scontri o perdite che potrebbero danneggiare il sentimento generale del popolo”, ha detto Abhisit avvertendo che il bene principale, di questa come di altre nazioni orientali e cioè l’armonia, potrebbe inevitabilmente rompersi. ”Il governo deve assolvere ai suoi doveri e fare ciò di cui c’è bisogno”, ha detto. Potrebbe essere solo l’ennesima dichiarazione, visto che in passato le forze di sicurezza hanno preferito non usare il pugno duro nonostante i ripetuti inviti del governo. Ma potrebbe anche essere arrivato il momento che molti qui a Bangkok chiedono: il momento di ripristinare la normale vita della città, in scacco dei rossi dal 14 marzo. Costi quel che costi.
Un sms verrà inviato a tutte i moanifestanti anti governtivi per invitarli ad abbandonare l’area. IL vice prime ministro ha inoltre osservato che la sicurezza dei leaders rossi non potrà essere garantita qualora si arrivi ad una azione di forza.
Intanto le Camicie Rosse si sono ritirate da un lato della strada Rajdamri, per favorire il traffico da e per l’ospedale di Chulalongkorn. Questo a seguito di forti proteste dopo la loro irruzione, giovedì notte, per controllare che non si fossero appostate forze di sicurezza all’interno delle strutture mediche. Un gesto che ha creato sdegno da più parti e causato un autogoal per i rossi. Due alti in grado della polizia si sono recati ieri a parlamentare con alcuni leaders rossi e hanno ottenuto che si spostassero. Sono entrati nella zona occupata tra il rispetto della gente e senza portarsi dietro alcuna scorta. Segno della benevolenza di cui certe istituzioni godono tra la gente in Thailandia, al di là delle crisi politiche. Ora le barricate sono state spostate di circa 15 metri rispetto a due giorni fa, lasciando libere entrambi le corsie della strada. Ma una barriera ancora più alta è stata ricostruita e ci sono seconde linee di difesa a dieci metri di distanza dalla prima. Questa mattina una nuova delegazione della polizia si è recata per chiedere un ulteriore arretramento, ma uno dei leaders rossi, Nattawut Saikua,  ha annunciato che non ci saranno ulteriori spostamenti delle barricate.

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