Ultimo giorno di vita per il partito di Aung San Suu Kyi

BANGKOK – Alla mezzonotte di giovedì 6 maggio il partito della Lega Nazionale per la Democrazia (National League for Democracy, NLD) della Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi, cesserà di esistere. Scade infatti il termine ultimo per registrarsi alle prossime elezioni nazionali del Myanmar. Secondo la legge elettorale e la costituzione birmana, approvata nel 2008 con un referendum voluto dalla giunta militare al potere, ogni partito già esistente deve essere reiscritto entro il 6 maggio per presentarsi alle elezioni. Non registrandosi il partito non potrà più fare attività politica e quindi cesserà di esistere come tale. Sarà considerato, come dice la nuova legge, “annullato e invalidato”. Il Comitato Esecutivo Centrale del movimento politico aveva così spiegato nei giorni scorsi la decisione: boicottare le elezioni perché basate su leggi “anti-democratiche e ingiuste”.
“Non possiamo accettare la costituzione del 2008 e operare secondo le sue ingiuste direttive”, ha detto il vice presidente della NLD, Tin Oo, in un’intrevista al magazine The Irrawaddy. “Se lo facessimo saremmo solo un’altra organizzazione che segue quello che le autorità dicono e questo significherebbe essere d’accordo con loro. Basta guardare ai partiti che si sono registrati per le elezioni: sono tutti in qualche modo legati al regime.”
Uno dei punti che il partito condanna maggiormente vieta a condannati di far parte di organizzazioni politiche e quindi di partecipare alla competizione elettorale. In questo modo alla leader stessa del movimento sarebbe vietato presentarsi. Anche se, obiettano alla NLD, Aung San Suu Kyi non è stata ancora condannata in via definitiva.
Il governo di Naypyidaw, guidato da una giunta militare con a capo il Generale Tan Shwe, ha fissato nuove elezioni per quest’anno. Non ha ancora reso noto la data ufficiale. Secondo molti osservatori è probabile che si svolgeranno in autunno.
La Lega Nazionale per la Democrazia esiste da circa venti anni. Vinse largamente le ultime elezioni libere nel paese avvenute nel 1990, ma il risultato gli venne negato dalla giunta. Aung San Suu Kyi si trova agli arresti domiciliari da circa 14 annni.

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