La Thailandia sta diventando un’altra Birmania?

BANGKOK – Alcuni attivisti per la democrazia definiscono l’attuale situazione in Thailandia sempre più simile a quella birmana. I militari hanno in mano il potere qui come nel paese confinante. Esprimere liberamente il proprio dissenso verso il governo non è più consentito come prima. Ad aggravare la situazione, dicono gli osservatori internazionali, c’è il decreto di emergenza che consente alle forze dell’ordine di arrestare senza mandato.
E’ senza dubbio vero che quando si tratta di monarchia la libertà di espressione non esiste in Thailandia. Pena il carcere per lesa maestà. Ma è vero anche per il resto della vita politica e democratica del regno?
I generali di Bangkok sono molto, molto potenti. Di fatto controllano il paese, e non sempre lo fanno di nascosto, anzi. Per questo motivo vengono accostati alla giunta di Rangoon.
Per fortuna siamo lontani da una “birmanizzazione” completa della politica thailandese e i due paesi sono molto diversi. La Thailandia è ancora un paese libero, se non altro se lo confrontiamo agli altri sistemi meno democratici che si trovano in Asia, senza andar troppo lontano. Tuttavia quanto successo oggi (domenica 18 luglio) all’incrocio di Ratchaprasong fa riflettere sullo stato attuale della libertà di parola in Thailandia. Guardare per credere. (ARo)

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