Il Libro Bianco di Thaksin

BANGKOK – Thaksin non è rimasto a guardare in questi due mesi di silenzio dopo gli scontri di Bangkok. La sua difesa, la sua battaglia legale per tornare in Thailandia, nonché rientrare in possesso degli asset finanziari sequestratigli dal governo thailandese, Thaksin l’aveva già affidata ad uno studio legale canadese esperto in intrighi internazionali, l’Amsterdam & Peroff LLP. Una battaglia legale, a suo dire, per aiutare le Camicie Rosse contro il governo illegittimo e non democratico attualmente in carica.

Dopo quello che è successo nell’aprile e nel maggio scorso, dopo i morti e i feriti di Bangkok, Thaksin torna ora all’attacco. Il suo avvocato Robert Amsterdam ha reso pubblico il 22 luglio uno studio sulla recente storia politica della Thailandia. Il Libro Bianco della Amsterdam & Perloff, ovvero di Thaksin, si intitola “I massacri di Bangkok”. E’ un documento di circa 80 pagine secondo il quale “l’Esercito Reale Thailandese  e il suo governo potrebbero essere responsabili di crimini contro l’umanità e violazione dei diritti umani in relazione alla sanguinosa repressione delle proteste di Bangkok di aprile e maggio”. Per questo invita la comunità internazionale a interessarsi della crisi thailandese e a costuituire un organo indipendente che possa giudicare in modo imparziale ciò che è successo, accertarne le responsabilità e fare giustizia. Questo considerando che il comitato incaricato di condurre le indagini “nominato dal primo ministro Abhisit Vejjajiva non è imparziale nè indipendente”, scrive l’avvocato canadese.

Il documento analizza le origini e le condizioni della crisi thailandese, l’ascesa e l’azione politica di Thaksin, i movimenti dei Gialli e dei Rossi, i recentissimi scontri osservati attraverso la lente del diritto internazionale. E’ elemento chiave della strategia difensiva di Thaksin che cerca legittimazione all’estero visto che in patria non ce l’ha. Un esercito che spara sui civili è certo una buona carta da giocare, è chiaro dunque che la difesa voglia mostrarla al mondo. Tuttavia non può essere considerato un resoconto neutrale. L’interpretazione dei fatti non può che essere espressione della parte in causa: “La recente violenza in Thailandia fa parte di una più vasta campagna di persecuzione politica, progettata per eliminare il movimento che vuole ripristinare il naturale e fondamentale diritto alla autodeterminazione attraverso libere elezioni”, questo si legge nel documento che eleva Thaksin a paladino della democrazia.

Lo stesso Thaksin ne firma l’introduzione: “Ho chiesto alla Amsterdam & Perloff di esaminare ciò che è accaduto il 10 aprile e il 19 maggio 2010, e verificare che i fatti siano accaduti nel rispetto del diritto internazionale […] Il mondo deve capire che in Thailandia la vera democrazia è sotto attacco”. (ARo)

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