Bahrein. Le vittime che dividono il paese

Malkiya – In migliaia hanno partecipato ai funerali di Redha Mohamed, 32 anni, nella città di Malkiya, 20 km dalla capitale del Bahrein. Morto in ospedale dopo 4 giorni di coma, Redha era stato ferito dalle forze di polizia mentre manifestava pacificamente in Piazza della Perla, a Manama.
E’ l’ottava vittima ufficiale causata dalla dura e inaspettata repressione delle manifestazioni per la democrazia in Bahrein. Più di 200 il numero dei feriti. I morti hanno causato se possibile ulteriore risentimento verso la famiglia reale.
I manifestanti chiedono riforme democratiche, una monarchia costituzionale, l’eguaglianza dei diritti per gli sciiti, che rappresentano il 70% del paese, ma che non godono di una vera rappresentanza in parlamento. Il sistema elettorale non è infatti su base demografica e favorisce la minoranza sunnita. La Camera eletta ha inoltre scarsi poteri effettivi e tutte le decisioni rimangono in seno alla famiglia reale, sunnita e di origine saudita. Il Primo Ministro Khalifa al Khalifa, zio del re Hamad al Khalifa, è in carica da quaranta anni. (ARo)

pubblicato su http://www.site.it

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