Archivi categoria: Occidenti

Gulliver al Giglio, ovvero questione di scale

Sembra un giocattolo, una barchetta di plastica messa lì. Rotto lasciato per noia nell’isola di Lilliput. Forse ci é finita dopo aver attraversato una porta aperta da una dimensione parallela. Forse un buco nero. Caduta dal cielo magari.
Quello che proprio non ci azzecca niente é la prua aguzzina e la balconata esagerata del ponte di comando che straborda ai fianchi. Ma quando l’han disegnata non ci han pensato, ai diversi punti di vista?
Quel design, quelle linee, le vetrate, un po’ tutto sembra uscito di moda da trenta anni almeno. Anni ottanta: modestia poca, spalline in eccesso. Per questo non ci si prende proprio con la torre saracena, le barchette all’ormeggio, la sobrietà degli isolani.
Forse l’unica cosa che appare nelle giuste proporzioni é il campo da tennis, e sarà il canestro da basket a renderlo proporzionato. Perché quel canestrino fai quasi fatica ad accorgerti che c’è, tanto é minuscolo sul ponte della nave. Persino lo scivolo acquatico é troppo troppo. Almeno, questa é l’impressione quando ci passi sotto col gommone, specialmente dopo essere scivolati sotto il colossale fumaiolo. Il colore del quale, almeno quello, é decisamente azzeccato. Il contrasto giallo col blu marino resta la sola cosa felice di questo relitto.
Un relitto sul quale i pompieri, piccoli piccoli così, ‘piccini’ direbbero i lillipuziani del luogo, si arrampicano, fissano scalettine, legano corde, imbragano. Gulliver venuto dal pianeta extraterrestre, massa metallica, creazione robotica.
Ma anche quel porticciolo lì vicino… avete presente la miniatura che si usa in fotografia? É così. Sono gli isolani ad essere fuori scala! Non il resto. Lilliput é il mondo diverso, non Gulliver.

La manifestazione di Roma

Roma, Italia. Anzi no. Roma, Grecia…

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Occidenti: Come i media fanno cadere le statue.

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Ripubblico un bellissimo pezzo uscito su ProPublica e sul New Yorker che ricostruisce le vicende dell’abbattimento della statua di Saddam Hussein quando l’Iraq venne “liberato” dagli americani. Le immagini le conoscono forse tutti, le vicende dietro un po’ meno. Questo articolo ci sposta dietro la telecamera e ci fa vedere come siano andate davvero le cose.
Da leggere assolutamente: The Toppling: How the Media Inflated the Fall of Saddam’s Statue in Firdos Square. Continua a leggere

Occidenti: Scontri a Roma

ROMA – Il 14 dicembre il parlamento italiano ha votato una mozione di sfiducia al governo Berlusconi. Per 314 voti contro 311 (e 2 astenuti) la Camera dei Deputati ha respinto. Il governo resta in carica.
Nello stesso giorno per le vie di Roma è stata protagonista l’insicurezza sociale dei giovani. Studenti e non. Quello che mi ha colpito di più è stato vedere quei ragazzini, quei “pischelli”. Tanto incazzati. Alcuni vestiti da bene. Facce pulite e giovanissime.
Cosa è? Azzardo che secondo me non è lotta di classe, anche se ho visto molti simboli che la professa(va)no. Azzardo che non è solo riforma Gelmini. Azzardo con una frase fatta: il paese reale, quello che sta per strada tutti i giorni, non ne può più del, e non è il paese che sta nei palazzi. Il mondo si muove veloce, ma i palazzi son sempre lì, vetusti. Questi giovani ne hanno consapevolezza, purtroppo per loro, e hanno deciso giustamente di farsi sentire. I vecchi nei palazzi, che pure strillano tanto e non danno certo il buon esempio con le loro risse da bancone in mogano, ce l’hanno questa consapevolezza? (ARo)